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Girolamo Amati
Cremona 1625, viola contralto
 
La viola, di taglia piccola (il che la rende per dimensioni estremamente rara), fu eseguita dai fratelli Girolamo e Antonio Amati nel 1620, come conferma un’etichetta all’interno della cassa armonica. L’attribuzione alla bottega Amati, confermata dal modello della cassa, del riccio e delle “ff” insieme alla proporzione della forma, agli spessori e alla bombatura della tavola e del fondo, non lasciano dubbi circa l’originalità; al contrario non sono originali la cordiera e la tastiera, comunque sostituiti in un intervento di restauro antico.
L’assenza di documenti d’archivio e di riscontro negli inventari estensi non consente, allo stato attuale, di risalire al committente e a come sia arrivata nelle collezioni ducali. Da un altro cartellino a corredo dello strumento si desume che sia stata restaurata a Mainz nel 1795. Sottoposta nel 1914 a intervento di restauro dal liutaio modenese Pietro Messori, la viola si presenta oggi in ottimo stato di conservazione.