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violino carloIXretroviolino carloIX front

Violino

Collezione privata

Di questo strumento si conservano solo il fondo e le fasce.All’interno,

una etichetta manoscritta chiaramente molto antica riporta

una dicitura non facilmente leggibile: «St. Salvator Novara

/ T.Antonius Tarotanusj / facjebat MDC».

Il fondo è in acero in due pezzi. Nella parte superiore dello strumento

un taglio orizzontale delimita una porzione di fondo sostituita.

La sostituzione può essere dipesa dal danneggiamento

accidentale del fondo, ma la posizione di questo taglio è compatibile

con l’eventualità che lo strumento fosse in origine una

viola da gamba, o simile, con una piega sul fondo. Il fondo presenta

una decorazione policroma in buono stato di conservazione.

Al centro, uno stemma con i tre gigli dell’emblema reale di

Francia è incorniciato da un festone floreale racchiuso entro un

cordone dorato che nella parte inferiore termina nel sigillo con il

simbolo dell’Ordine di San Michele. Sovrasta il tutto una corona

d’oro con parti nere. Sui lati della figura centrale dovevano essere

dipinte due lettere sormontate da corone simili, ma di dimensioni

minori: è ancora visibile la corona sul lato sinistro dello

stemma. La traccia di lettera sottostante è compatibile con una

“C” o una “G”, certamente non con una “K”. La composizione

era completata su entrambi i lati da coppie di colonne intrecciate,

posate su alti plinti a loro volta sostenuti da piedistalli di minor

spessore. In ogni coppia le colonne sono di colore differente,

probabilmente in origine una d’argento e una d’oro, e sostengono

una corona simile per materiale e disegno a quella centrale

ma di proporzioni diverse, più alta e stretta. Le colonne sono

avvolte da cartigli svolazzanti, che nel loro risvolto inferiore recavano

il motto reale “PIETATE ET IVSTICIA”, ancora parzialmente

leggibile su entrambi i lati. Nelle punte e nei punti di

massima larghezza superiore e inferiore, all’interno del filetto

erano dipinti gigli dorati, ora in parte ben conservati e in parte

più consumati.

Anche se non identica, per qualità dell’esecuzione e impianto

generale la decorazione è molto simile a quella del violoncello

“Berger”, differendo dagli altri strumenti del set “Carlo IX” per la

mancanza delle figure allegoriche, la presenza di coppie di colonne

intrecciate, l’assenza di putti sopra alle colonne stesse e il diverso

posizionamento delle lettere sormontate da corone, nonché

la scelta delle lettere stesse.

Dell’originaria decorazione sulle fasce rimangono solo le lettere

“TAT” sulla fascia superiore lato acuti in prossimità dello zocchetto.

Parrebbe logico supporre che la fascia in questione non si

trovasse originariamente in questa posizione. Le lettere sono racchiuse

tra due decorazioni, una superiore e una inferiore, formate

da semplici linee. Al centro delle CC queste linee danno

origine a una semplice ma elegante decorazione geometrica simile

a quella sui violini Sabatier e sui due strumenti decorati con

motto “PROPVGNACVLO” del National Music Museum (violino

NMM 3366 e viola NMM 3370). La sequenza “TAT” è

contenuta in entrambi i motti, trovandosi sia nella parola “pietate”

sia nella parola “stat” ed è quindi compatibile con ambo le

scritte, anche se in nessun caso la sua collocazione all’inizio della

fascia superiore destra è facilmente giustificabile.

Lo strumento è stato venduto all’asta londinese di Christie’s l’11

novembre 1986. In precedenza, era stato studiato dalla commissione

di esperti svizzera e i risultati delle indagini erano stati pubblicati

in apertura del volume dedicato alla liuteria cremonese.