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Antonio Stradivari 

Violino San Lorenzo 1718

 

Il “San Lorenzo” è un prezioso violino del liutaio cremonese Antonio Stradivari. Porta la sua etichetta originale del 1718 ed è un bell’esempio di lavoro del “periodo d’oro” di Stradivari. Gli anelli annuali ben distanziati sulla tavola di abete si restringono notevolmente mentre si avvicinano alla giunta centrale. Il fondo in due pezzi del miglior acero acustico presenta larghe fiamme orizzontali, che ben si accordano con quelle delle fasce e della chiocciola. Realizzato sulla forma G di Stradivari, il “San Lorenzo” ha le proporzioni più grandi riscontrabili in questo periodo e la notevole distanza tra i fori armonici allarga ulteriormente il suo centro acustico. Un sottofondo dorato e luminoso è visibile attraverso la vernice di un arancione intenso, e risplende in una striscia sul fondo laddove la vernice è mancante. La sua caratteristica più distintiva è una curiosa iscrizione latina, scritta con inchiostro metallo-organico, probabilmente ferro gallico, sovrapposta alla vernice delle fasce nella parte centrale, il che rende lo strumento unico tra le opere di Stradivari. La provenienza del “San Lorenzo” è ugualmente interessante. Un brillante nuovo violino cremonese, realizzato dal grande Antonio Stradivari e iscritto con la benedizione biblica “Gloria et divitiae in domo eius”, sarebbe stato uno splendido regalo di nozze per il primo proprietario di questo eccezionale violino. Mauro D’Alay era un celebre violinista che si sposò davvero poco prima che questo strumento fosse completato. La frase latina, che significa “Gloria e ricchezza siano nella sua casa”, era ben nota nel Rinascimento come una benedizione per l’abbondanza e la prosperità. Ma gli storici non sono sicuri se questo Stradivari fosse in realtà un regalo di nozze o se D’Alay fosse davvero il suo primo proprietario. Una lettera del 1775 scritta da Paolo Stradivari afferma che Mauro D’Alay acquistò lo strumento per se stesso dal figlio maggiore di Stradivari, Francesco. Ma Antonio era pienamente al comando dei suoi affari quando il violino fu terminato nel 1718. Se fosse stato acquistato da Francesco, probabilmente sarebbe stato negli anni successivi alla morte di Antonio, cioè dopo il 1737, quando Francesco gestiva l’azienda. Durante quegli stessi anni, dal 1739 al 1747, Mauro D’Alay accumulò una considerevole fortuna come violinista di corte per il re Filippo V, il marito malato della sua conterranea parmigiana Elisabetta Farnese, regina di Spagna. Egli è noto per aver iniziato a collezionare dipinti e altre opere d’arte con la sua nuova ricchezza, guidato forse dalla sua amicizia con un celebre cantante italiano, il castrato Carlo Broschi (noto anche come “Farinelli”), che servì anch’egli la corte spagnola e si dice possedesse uno Stradivari tutto suo. Tutto ciò si accorda con la lettera di Paolo Stradivari ed il fatto che siano passati circa 20 anni dal completamento del “San Lorenzo” prima che D’Alay lo acquistasse. In futuro potremo forse capire per chi è stata veramente scritta la dedica su questo violino. Alla sua morte nel 1757, D’Alay lasciò il violino ai Cavalieri Costantiniani di stanza a Parma nella Basilica di Santa Maria della Steccata, in cambio di preghiere per la sua anima e per l’anima della sua ex-amante, l’adorata mezzosoprano italiana, Faustina Bordoni. L’intrigante viaggio di questo violino continuò poi dall’Italia verso l’Inghilterra nelle mani del virtuoso Giovanni Battista Viotti, prima di arrivare, nel 1823, al terzo Duca di San Lorenzo, di cui oggi porta il nome. Per i successivi 80 anni, la famiglia del Duca conservò il violino nel suo castello spagnolo a Jerez de la Frontera, per passarlo poi, senza particolari cerimonie, ad un ingegnere ferroviario tedesco e importante collezionista, Georg Talbot di Aquisgrana. Da alcuni anni, il 1718 “San Lorenzo” è custodito in Giappone come una parte preziosa della collezione Munetsugu. Per celebrare il suo trecentesimo anniversario, il violino è tornato nella sua città di origine, Cremona, per essere studiato al Museo del Violino – Laboratorio Arvedi di diagnostica non invasiva, in preparazione di due speciali mostre gemelle, tenutesi a Cremona e a Tokyo nel corso del 2018. Invero, fama e ricchezza di conoscenza e piacere sembrano ancora accompagnare lo Stradivari 1718 “San Lorenzo” nel suo lungo viaggio. violino 1718 San Lorenzo