
Si tratta di una delle cinque chitarre di Stradivari oggi conosciute. E’ ottimamente conservata e coetanea ai primi violini decorati – in particolare “Sunrise” e “Hellier”.
Agli inizi dell’Ottocento, come molte chitarre in quell’epoca e come tutte le chitarre di Stradivari, era stata modificata a sei corde per seguire la pratica strumentale. Un recente restauro le ha restituito la sua configurazione barocca originale con cinque corde doppie e, primo caso al mondo, può essere suonata regalando l’emozione dell’ascolto di una chitarra di Stradivari tre secoli dopo la sua costruzione. Ha al suo attivo 4 registrazioni discografiche e numerosi concerti.
Ora di proprietà della famiglia Domenichini, la chitarra viene presentata grazie all’attività di “Friends of Stradivari”.
http://www.sabionari.com/Home.html
Nel sito http://www.chitarrainitalia.it/Convegno_10.htm c’è il resoconto di quella giornata.
Nella prima foto, scattata quel giorno, (fonte: Fondazione Cineteca di Bologna), Segovia al centro con in mano la chitarra Sabionari improvvisa per il pubblico degli appassionati una piccola conferenza sulla chitarra barocca. Nella seconda foto la firma, ancora presente, ma attualmente nascosta dalla rosetta. Non risultano altre chitarre firmate dal Maestro.


