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VdGmedium-002Cremona 1702. Giuseppe è solo nella bottega di famiglia, il padre Andrea riposa ormai da quattro anni in S. Domenico in quella Cappella del Rosario dove verrà raggiunto nel 1737 da Antonio Stradivari. Il fratello Pietro vive e lavora a Mantova dove si era trasferito alcuni anni prima; non deve stupire che Andrea, probabilmente contrario alla partenza del figlio maggiore, indichi nel suo testamento del 1692 il fedele Giuseppe unico erede di tutti li ferri, legni, ed altri istrumenti concernenti l’esercizio di liutario violinaro  e chitarraro…atteso che gli è sempre stato ubbidiente e non li ha mai abbandonato.
Apprendiamo così come i Guarneri si dedicassero alla costruzione di chitarre anche se purtroppo oggi non se ne conosce alcun esemplare; per gli strumenti della famiglia delle viole da gamba il basso del 1702 rappresenta uno dei pochissimi esemplari espressione della scuola cremonese. In alcuni casi questi strumenti subirono profondi interventi di trasformazione, è il caso ad esempio di una viola da gamba basso del 1730 attribuita ad Antonio Stradivari, conservata al National Music Museum di Vermillion South Dakota, oggi accordata con quattro corde come un violoncello e con il contorno della cassa armonica del tutto modificato.
Fortunatamente la viola da gamba costruita da Giuseppe Guarneri, se si esclude la testa sostituita in passato, ha mantenuto le caratteristiche dello strumento originale, è così possibile cogliere, paragonandola con la viola da tenore di Girolamo Amati dell’anno 1611 oggi nella Collezione Statale degli Strumenti Musicali di Mosca, il profondo legame con il lavoro della famiglia Amati: una ulteriore evidente conferma delle radici della liuteria cremonese.
La storia dello strumento è del tutto sconosciuta probabilmente durante il secolo scorso ha fatto parte per lungo tempo della collezione della famiglia Hill, finchè in epoca più recente venne acquistata dalla Beare Violins Limited.