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v8mediumViolino Antonio Stradivari “Joachim – Ma”, Cremona, 1714
Il giovane Joseph Joachim si innamorò della sua bellezza e la sua voce ispirò Brahms
Benché Joseph Joachim (1831-1907) abbia avuto non meno di 10 violini realizzati da Antonio Stradivari, il suo nome resta indissolubilmente legato al “Joachim – Ma”, del 1714, probabilmente lo strumento impiegato, nel 1879, in occasione della prima esecuzione del concerto opera 77 di Brahms.
W.E. Hill&Sons, nel 1914, descrisse così l’acquisto dello strumento da parte del diciottenne Joachim: “Questo strumento apparteneva ad Herr Heinrich Muller quando Joachim, nel 1849, lo vide la prima volta. Subito se ne innamorò così intensamente da volerlo. Tuttavia, come egli stesso ricordava, solo dopo lunghe preghiere agli zii riuscì, finalmente, a realizzare il suo intendimento e assicurarsi il violino, al prezzo di 200 sterline.
Lo custodì fino al 1890 circa, quando suonò in quartetto con Diedrich Meier. Questi possedeva uno splendido Stradivari e, quando gli propose lo scambio, Joachim accettò.
In seguito Diedrich Meier vendette lo strumento al barone Knoop, che, dopo diversi anni lo donò alla baronessa May Knoop, dalla quale lo acquistò W.E. Hill&Sons per rivenderlo, nel 1913, all’ingegnere britannico e violinista dilettante Alexander Kennedy (1847-1928). Nel 1923 fu ceduto all’americano Albert E. Stephens, quindi a John H. Bennett Hugh e, nel 1964, al collezionista statunitense Hugh Long.
Nel 1967 la ditta Rembert Wurlitzer di New York lo vendette al violinista Si-hon Ma, che lo custodì fino al 2009, divenendo l’unico proprietario registrato ad aver conservato la proprietà dello strumento più a lungo di Joachim stesso.
Il “Joachim, Ma” fu realizzato da Stradivari nel “periodo d’oro” e presenta diverse analogie con altri grandi capolavori coevi quali, ad esempio il “Dolphin” del 1714 ed il “Titian” del 1715. Ora è esposto a Cremona, a breve distanza da un altro Stradivari appartenuto a Joseph Joachim, “il Cremonese” del 1715, donatogli nel 1889. Benché “il Cremonese” presenti una larghezza leggermente maggiore, anche il “Joachim – Ma” è stato realizzato utilizzando la forma grande. È considerato uno dei migliori strumenti di Stradivari per resa sonora e qualità timbriche.