Violino

Collezione privata

Dalla metà del Cinquecento ad oggi la storia del violino e la vita dei liutai che con la loro maestria hanno segnato l’evoluzione dello strumento si intrecciano con le vicende della città di Cremona.

Il nome di Andrea Amati (1505c.-1577) viene citato per la prima volta in un documento di locazione rinvenuto negli archivi cittadini datato 1539. Il “Magister figlio di Gottardo”, come si legge nell’atto, affitta una casa con bottega nel quartiere conosciuto come Isola dove, negli anni a seguire, lavorarono anche altri grandi artefici della liuteria cremonese. Si ipotizza che Andrea costruì, a partire dal 1566, un’intera orchestra, di cui questo violino costituisce uno dei rari esemplari, per le feste danzanti della corte francese.

Gli ultimi strumenti lasciarono Cremona probabilmente nel 1572, in occasione delle nozze di Carlo IX. Due secoli più tardi, la furia dei rivoluzionari francesi non risparmiò le opere del liutaio cremonese custodite a Versailles; l’orchestra di strumenti andò dispersa e in parte perduta per sempre.

Sulle fasce, dell’originario motto reale PIETATE ET IUSTICIA sono visibili le sole lettere TAT; comprese fra due linee parallele, sempre in foglia d’oro, che sulle fasce centrali delle CC disegnano una decorazione geometrica visibile su altri strumenti del consort per Filippo II.

Al centro del fondo troviamo lo stemma con i tre gigli della dinastia dei Valois sovrastata dalla corona reale. Lo stemma è incorniciato da un festone caratterizzato a distanza regolare da coquilles Saint-Jacques e nella parte inferiore dal sigillo dell’ordine di San Michele.

Sopra e sotto questo stemma restano tracce di due corone fra loro speculari poste al di sopra della lettera C o K di Carolus. Subito al di sopra e al di sotto di queste lettere due colonne intrecciate avvolte da festoni svolazzanti con il motto reale Pietate et Iusticia.

Dello strumento si considerano originali il fondo, le fasce e parti della testa; il fondo nella parte superiore mostra una porzione sostituita a seguito di danneggiamento accidentale oppure, vista la posizione della giunzione, si può valutare che lo strumento fosse in origine una viola da gamba soprano, con la piega corrispondente alla linea di incollaggio.