TOKYO STRADIVARIUS FESTIVAL

Dal 9 al 15 ottobre ha avuto luogo a Tokyo la mostra TOKYO STRADIVARIUS FESTIVAL 2018, in collaborazione con il Museo del Violino, che raccoglie ben 21 strumenti di Antonio Stradivari. 

Il Museo del Violino ha portato a Tokyo alcuni importanti reperti della bottega di Antonio Stradivari e due strumenti arrivati al Museo proprio grazie alla rete friends of Stradivari: il violino decorato Andrea Amati “Carlo IX” 1566 e la chitarra Antonio Stradivari “Sabionari” 1679, che è stata suonata in concerto.

Facevano parte della delegazione: Paolo Bodini (Presidente friends of Stradivari), Virginia Villa (Direttore del Museo del Violino), Fausto Cacciatori (Conservatore delle collezioni del Museo),Roberto Domenichini e i Maestri Liutai Francesco Toto, Toshiyuki Matsushita e Gregg Alf ( membri del network friends of Stradivari). Nella mostra erano infatti esposti anche strumenti rappresentativi della liuteria moderna dei Maestri Alf, Matsushita e Toto.




il Museo del Violino alla Scala di Milano

08/011/2017

Il Museo del Violino era  alla Scala di Milano dove Lena Yokoyama ha suonato il violino Stradivari 1734 Lam ex Scotland esposto nella collezione friends of Stradivari del Museo

 




Il Museo del Violino a Shanghai

13/10/2017

Si è conclusa positivamente la missione cinese a cui  il Museo del Violino ha partecipato insieme al Comune di Cremona, al fine di  promuovere il Concorso Triennale 2018, il museo stesso e naturalmente la città di Cremona e il suo saper fare liutario.

Testimonial d’eccezione è stato il famoso violino Antonio Stradivari “Cremonese” 1715, che è stato ospitato presso la Shanghai Tower, nel cuore della città, in occasione di Music China.

 




Kazuko Shiomi- Chairman della Nippon Music Foundation in visita al Museo del Violino

Ieri il Museo del Violino ha avuto il piacere di ricevere Kazuko Shiomi, Chairman della Nippon Music Foundation, importantissima Fondazione giapponese nata nel 1974 al fine  di promuovere la cultura musicale in Giappone. La Nippon Music Foundation dispone infatti di numerosi strumenti cremonesi, 14 violini Stradivari, 1 viola e 3 violoncelli e 3 violini Guarneri del Gesù. Questi importanti strumenti vengono conservati e prestati gratuitamente a musicisti internazionali affinchè vengano suonati.

La delegazione giapponese ha visitato le sale del museo, dove fino a luglio resterà allestita la mostra dedicata al 450° anniversario della nascita di Claudio Monteverdi e ha preso parte all’audizione, in cui è stato suonato lo Stradivari Vesuvius, 1727.

 

 




Il violino “Messia” torna a Cremona

Il 14 settembre il violino “Messia”, costruito da Antonio Stradivari nel 1716, da Oxford è finalmente tornato a Cremona e resterà esposto presso il Museo del Violino fino al 18 dicembre 2016.

Il famoso strumento non ha mai lasciato Oxford negli ultimi cento anni, ovvero da quando W.E. Hill & Sons lo hanno donato all’Ashmolean Museum nel 1939 insieme ad altri strumenti perché venisse protetto dai danni causati dall’usura. Il “Messia” è quindi uno degli strumenti migliori e meglio conservati costruiti da Antonio Stradivari e di questo incredibile strumento sono state fatte moltissime copie.

Cinque importanti copie dello strumento (tre Vuillaume, due Rocca) sono state date in prestito al Museo del Violino e sono esposte vicino all’originale.

L’inaugurazione della mostra ha avuto luogo il 14 settembre. La mostra e lo strumento sono stati presentati durante l’incontro in auditorium da Colin Harrison, curatore dell’Ashmolean Museum. Sono intervenuti anche Gianluca Galimberti,  Sindaco di Cremona, Paolo Bodini presidente dell’associazione friends of Stradivari, Fausto Cacciatori, curatore del Museo del Violino, Virginia Villa, direttore del Museo del Violino e Cristina Cappellini, Assessore  alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia.

A seguire, la visita alla sala “friends of Stradivari” del Museo del Violino, dove il “Messia” e le sue copie sono stati esposti e dove i numerosi liutai e interessati che hanno partecipato all’apertura della mostra, hanno potuto ammirate lo strumento.

 




il Museo del Violino di Cremona- incontro alla Società del Giardino di Milano

Gioved’ 19 maggio , il Museo del Violino e l’associazione Serate Musicali, hanno organizzato un incontro nel Salone d’Oro della Società del Giardino di Milano per  presentare il Museo del Violino, lo Stradivarifestival e l’arrivo al Museo del Violino di Cremona del violino “Messia”, 1716, Antonio Stradivari.

In molti hanno partecipato all’incontro, durante il quale è stato proiettato anche un video sul museo.

I relatori erano: Virginia Villa, Direttore Generale della Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari,  Fausto Cacciatori, Conservatore delle collezioni del Museo del Violino, Alberto Cavalli, Fondazione Cologni e StEfania Montani, Serate Musicali.

Al termine della conferenza la giovanissima violinista Clarissa Bevilacqua, che ora collabora con il Museo del Violino,  ha suonato il prezioso  violino  Lam-ex Scotland, 1734, Antonio Stradivari, ora in prestito presso il Museo del Violino nell’ambito del progetto friends of Stradivari e portato a Milano per l’occasione.

 

 

 

 




Il Museo del Violino e gli Amici delle Serate Musicali

Lunedì 15 febbraio , il Museo del Violino Amici delle Serate Musicali, hanno organizzato un incontro nel foyer del Conservatorio di Milano per  presentare il Museo del Violino.

Molte persone hanno partecipato all’incontro, durante il quale è stato proiettato anche un video sul museo.

I relatori erano: Virginia Villa, Direttore Generale della Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari, Paolo Bodini, Presidente friends of Stradivari e Fausto Cacciatori, Conservatore delle collezioni del Museo del Violino. È stato presentato anche uno strumento raro della collezione: il violino Lam-ex Collin, 1669, Nicolò Amati. Lo strumento è ora in prestito presso il Museo, nell’ambito del progetto friends of Stradivari.

Al termine della conferenza, Gidon Kremer e la Kremerata Baltica si sono esibiti in concerto. Per il bis, Kremer ha suonato il violino Lam-ex Collin, portato dal Museo del Violino per l’occasione.




MIM Musical Instrument Museum

MIM

Nel 2009 la Fondazione Stradivari ha lanciato il progetto “friends of Stradivari”, network internazionale che vede la partecipazione di tutti coloro che amano gli strumenti di scuola classica cremonese e vogliono sostenere la promozione della liuteria nel mondo. Sempre più appassionati, collezionisti, musei hanno deciso di aderire al progetto nel corso degli anni e grazie a questo è stato possibile promuovere numerose iniziative, in particolare il prestito di strumenti.

Con l’anno nuovo partirà una delle ultime e più importanti iniziative. Dal 16 Gennaio al 5 Giugno 2016 la Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari, nell’ambito del progetto “friends of Stradivari” esporrà al Musical Instrument Museum (MIM) di Phoenix, Arizona, USA, alcuni importanti capolavori di liuteria cremonese che ora si trovano nelle sale del Museo del Violino.

Gli strumenti che verranno dati in prestito al MIM sono:

violino “Carlo IX” 1560 c., Andrea Amati

violino “ Principe Doria” 1734, Giuseppe Guarneri del Gesù

violino “ Violino piccolo” 1802, Giovanni Battista Ceruti

violino “Violino Barocco” 1941, Simone Fernando Sacconi

violoncello 1985, Primo Pistoni

violino 2003, Jan Spidlen

viola 2012, Ulrike Dederer

Insieme agli strumenti, partiranno alcuni dei reperti provenienti dalla bottega di Stradivari, anche questi esposti nelle sale del Museo del Violino dal 2013. Ci sarà una sezione multimediale dedicata all’ascolto del suono di questi strumenti e una esposizione relativa al legno usato per la costruzione.

Nel periodo della esposizione sono previsti anche dei concerti con gli strumenti in prestito.

Grazie a questa collaborazione visitatori da tutto il mondo potranno ammirare e apprezzare i nostri capolavori e scoprire la tradizione di liuteria cremonese in uno dei più importanti musei di strumenti musicali.

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Un Principe al Museo

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Cremona- le collezioni del Museo del Violino si arricchiscono di un nuovo capolavoro: il violino “Principe Doria” 1734 di Giuseppe Guarneri del Gesù. Appartenente ad una collezione privata sarà esposto nell’ambito del progetto “friends of STRADIVARI”, network internazionale tra quanti amano la liuteria classica cremonese. Sarà esposto nella sala Scrigno dei Tesori.

Il restauratore e storico della liuteria Gregg Alf, membro del Comitato Scientifico del Museo, ha ripercorso durante la presentazione la storia dello strumento. Il primo documento relativo al violino Principe Doria di Giuseppe Guarneri “del Gesù” risale al 1858, anno in cui lo strumento fu venduto da Jacquot, massimo esperto francese dell’epoca, alla famiglia Doria. I Doria, di origini spagnole e residenti a Tolosa da varie generazioni, furono proprietari di altri preziosi strumenti italiani.

Negli ultimi 150 anni il Principe Doria ha subito pochi passaggi di proprietà. Nel 1950 Rembert Wurlitzer cedette il violino a Leopold Godowsky Jr., figlio del grande pianista russo e co-inventore della pellicola Kodachrome. Dodici anni dopo fu acquistato dalla famiglia Lionel Perera per il giovane aspirante violinista Zvi Zeitlin. In una lettera del 1962, Rembert Wurlitzer scrisse che lo strumento era il migliore tra tutti i Guarneri da lui conosciuti, soprattutto per le sue qualità timbriche. Il professor Zeitlin lo utilizzò come violino da concerto per oltre quarant’anni, fino a quando fu acquistato dagli attuali proprietari che lo hanno temporaneamente affidato al Museo del Violino.

Il Principe Doria è ritenuto uno dei migliori violini da concerto di Guarneri “del Gesù”. Considerati i robusti spessori delle tavole, è possibile che la sua fama dipenda dal fatto di non aver subito nel corso del tempo, diversamente da altri strumenti antichi, interventi di riduzione e redistribuzione degli spessori. L’interno del fondo riporta infatti tracce originali della pialla a denti utilizzata da “del Gesù”.

Le straordinarie qualità timbriche dello strumento sono state confermate dalla breve performance di Massimo Quarta, già vincitore del Premio Paganini. La varia scrittura di “Recitativo e Scherzo” di Kreisler ha permesso al solista di illustrare la duttile e ricca policromia espressiva del Guarneri.

Già in calendario due momenti di approfondimento al Museo del Violino: la mattinata di sabato 17 ottobre sarà dedicata ad un incontro di studio con Fausto Cacciatori e Gregg Alf mentre domenica 18, alle 11, nell’Auditorium Giovanni Arvedi, la violinista Lena Yokoyama ed il pianista Diego Maccagnola saranno protagonisti di una speciale audizione.

Il debutto cremonese del “Principe Doria” è stato accompagnato da un importante lavoro scientifico, con la pubblicazione di una dettagliata scheda tecnica con misure e fotografie a colori di grande formato. La cartella è in vendita al bookshop.

 




Viola Antonio Stradivari 1715

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sabato 7 marzo 2015, ore 11
incontro
LE VIOLE DI ANTONIO STRADIVARI
con Bruno Giuranna, Fausto Cacciatori e Bruce Carlson

domenica 8 marzo 2015,ore 11
Auditorium Giovanni Arvedi
concerto
Bruno-Giuranna-1BRUNO GIURANNA
VIOLA ANTONIO STRADIVARI 1715

Collezione di Strumenti Musicali della Federazione Russa

Bruno Giuranna, viola
Clara Dutto, pianoforte

M. Marais
Cinque danze francesi per viola e pianoforte
L’Agreáble (Rodeau)
La Provençale
La Musette
La Matelotte
Le Basque

J.S.Bach
Suite n.1 in Sol maggiore BWV 1007 per viola sola
(trascrizione dal violoncello di B.Giuranna)
Prélude
Allemande
Courante
Sarabande
Menuet
Gigue

J.Brahms
Sonata in fa minore Op. 120 n.1 per viola e pianoforte
Allegro appassionato
Andante un poco adagio
Allegretto grazioso
Vivace

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Quante sono le viole di Antonio Stradivari? Quanti sono glistrumenti di taglia contralto e tenore costruiti dal grande liutaio cremonese? I fratelli Hill nel loro studio, ormai ritenuto un classico, pubblicato all’inizio del secolo scorso dichiararono di conoscere non più di dieci viole e di aver solo sentito parlare di un’undicesima del 1695.
Al di là dell’esatto numero di viole realizzate da Antonio Stradivari, rispetto al quale è auspicabile in futuro uno studio attento e approfondito, quello che risulta evidente è il numero esiguo degli strumenti di questa taglia costruiti dal Maestro cremonese se paragonato non solo al numero dei violini ma anche a quello dei violoncelli. Già all’inizio del secolo i compositori italiani preferirono come strumento solista il violino, relegando la viola a un ruolo del tutto secondario.
Alla fine del Seicento Stradivari costruì due set di strumenti per composizioni per archi a cinque parti che comprendevano sia la taglia di viola contralto che tenore; oggi di questi due consort sono conservati solo alcuni strumenti al Palazzo Reale di Madrid e alla Galleria dell’Accademia di Firenze.
Le viole conosciute sono state costruite con una forma data 1690 e sono la viola Medicea del 1690, oggi alla Library of Congress, la viola Archinto del 1696, di proprietà della Royal Academy of Music, la viola decorata del Quintetto Spagnolo datata 1696, esposta al Palazzo Reale di Madrid, la Macdonald del 1701 recentemente in asta alla straordinaria valutazione di 32 milioni di Euro, la viola del 1715 del Glinka Museum di Mosca, la Cassavetti del 1727, che si trova alla Library of Congress, la Paganini del 1731, di proprietà della Nippon Music Foundation, la Gibson datata 1734, anche se priva dell’etichetta, considerata l’ultima viola costruita da Antonio Stradivari ed oggi proprietà della Fondazione Habisreutinger.
I disegni originali di Stradivari per la costruzione della testa, della tastiera, per il taglio dei fori di risonanza e il loro piazzamento di queste viole sono oggi esposti al Museo del Violino.
La straordinaria viola del 1715, grazie alla collaborazione fra il Museo Glinka di Mosca e il Museo del Violino, si può ammirare fino al prossimo mese di aprile al MdV di Cremona.

 

 

Nato in una famiglia di musicisti, Bruno Giuranna è stato tra i fondatori de I Musici, membro del Quartetto di Roma, e del Trio Italiano dʼArchi. Ha iniziato la carriera solistica presentando in prima esecuzione assoluta, sotto la direzione di Herbert von Karajan, la Musica da Concerto per viola e orchestra dʼarchi dedicatagli da Giorgio Federico Ghedini. Ha suonato con orchestre quali Berliner Philharmoniker, Concertgebouw di Amsterdam, Teatro alla Scala di Milano, e direttori come Claudio Abbado, Sir John Barbirolli, Sergiu Celibidache, Carlo Maria Giulini e Riccardo Muti. Titolare fino al 1998 della cattedra di viola presso la Hochschule der Künste di Berlino, ha insegnato nella Musik- Akademie di Detmold, nel Conservatorio S.Cecilia di Roma, nel Royal College e nella Royal Academy di Londra ed in master classes in tutto il mondo. Frequentemente invitato al Festival di Marlboro negli Stati Uniti, insegna attualmente nei corsi della Fondazione Stauffer di Cremona, dell’Università di Limerick in Irlanda, dell’Accademia Chigiana di Siena. Dal 1983 al ʻ92 è stato direttore artistico dell’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto e nel 1988 ha presieduto la giuria della First International Bruno Giuranna Viola Competition in Brasile. La sua vasta discografia comprende registrazioni per Philips, Deutsche Grammophon, EMI; come violista ha ottenuto una Grammy Award Nomination e come direttore ha vinto un Grand Prix du Disque dellʼAcadémie Charles Cros di Parigi. Profondamente convinto dell’importanza del “suonare insieme” come strumento insostituibile nello sviluppo della personalità musicale, si dedica da anni alla realizzazione di progetti di musica da camera che lo vedono impegnato al fianco di giovani musicisti in Europa e negli Stati Uniti. Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana, ha ricevuto nel 2003 una laurea in lettere honoris causa dall’Università di Limerick. Dopo averne presieduto la sezione italiana, è stato eletto nel 2011 presidente europeo di ESTA, associazione che riunisce gli insegnanti di strumenti ad arco in Europa.