Antonio Stradivari “Back-Josefowitz” 1667c.

Quasi tutti i capolavori della liuteria classica, tra cui quelli di Stradivari esposti al Museo del Violino, sono stati progressivamente privati del manico, della tastiera, della catena, dell’anima e di altri accessori originali, per essere adattati, con il passare del tempo, alle mutevoli esigenze musicali.

Uno dei rarissimi strumenti preservati da tali azioni di “ammodernamento” è la bellissima viola tenore costruita dal liutaio cremonese nel 1690 per la corte dei Medici, conservata alla Galleria dell’Accademia di Firenze.

Pochi esemplari sono stati riconvertiti in epoca contemporanea, ricostruendo accessori e parti rimosse nel tempo per riportarli nelle presunte condizioni tipiche della prassi costruttiva stradivariana “barocca”.

Il violino Back-Josefowitz del 1667 è uno di questi: costruito da Antonio Stradivari agli esordi della propria carriera, è stato recentemente oggetto di approfonditi studi e interventi, finalizzati a riproporre un possibile aspetto e suono coerenti all’originale. Tale progetto, sviluppato da un team internazionale di esperti, ha trovato cardine nello studio dei reperti originali provenienti dalla bottega Stradivari conservati ed esposti al Museo del Violino.