Collezionisti

Sau-Wing LamSau-Wing Lam nasce a Shangai, in Cina, nel 1923, dove consegue la laurea con lode in economia all’università di St. John. Si trasferisce a new York nel 1948 e diventa presidente del Dah Chong Trading Corporation, Inc, una impresa di import-export che gestisce anche alcune tra le più affermate catene di concessionarie automobilistiche del Paese.
Oltre all’impegno degli affari internazionali ed a trascorrere il maggior tempo possibile con la propria famiglia, Mr. Lam coltiva anche una autentica passione per la musica. Violinista e violista dilettante ma di solide capacità tecniche, spesso invita interpreti per memorabili concerti “domestici”, che spesso si concludono con animate ed appassionate conversazioni sulla musica che si protraggono fino all’alba.
La collezione Sam-Wing Lam possiede parecchi strumenti ed archi costruiti dai grandi maestri, primi fra tutti Stradivari, Guarneri, Amati e Tourte. Sam-Wing Lam era particolarmente affezionato al “suo” quartetto “Amati” e ad uno dei primi strumenti acquistati, un violino realizzato nel 1699 da Giuseppe Guarneri “filius Andreae”, che prediligeva a tal punto da suonarlo sempre e che, dallo scorso luglio, è esposto, insieme ad altri cinque capolavori di scuola classica, al museo Stradivariano di Cremona.

 

Si-Hon MaSi-Hon Ma fu solista e insegnante, animato da straordinaria passione e vivace curiosità intellettuale. Suonò per quasi tutta la carriera questo Stradivari appartenuto a Joseph Joachim, grande virtuoso del diciannovesimo secolo. Numerose affinità legano i percorsi artistici dei due interpreti. Entrambi i maestri di Si-Hon Ma – Alfred Wittenberg e Richard Burgin furono, infatti, allievi del violinista ungherese.
Acquistò lo Stradivari appartenuto a Joachim il 15 agosto 1967, nel giorno del sessantesimo anniversario della scomparsa del Maestro: da allora il violino non era più stato suonato in concerto.
Alcuni giornali scrissero: “questo magnifico strumento, con tutta la sua complessa connotazione sensibile e simbolica, è un ultimo regalo del vecchio maestro al suo allievo prediletto”. Alcuni critici definirono Si-hon Ma “erede musicale di Joachim”.
Amico di Sau-Wing Lam, anche Si-Hon Ma nasce in Cina, vicino a Canton, il 3 aprile 1925. Lascia il Paese nel 1948 per studiare al Conservatorio del New England, dove si diploma nel 1950 e si perfeziona fino al 1952. Nel 1951 vince il premio Haifez.
Svolge intensa attività concertistica e didattica. Inoltre inventa una particolare sordina che ancora oggi porta il suo nome. Dal 1971 promuove un festival di musica da camera a New York. Le prime edizioni si svolgono nella scuola di Chinatown, ma presto il successo è tale che solo lo Schimmel Auditorium e la Merkin Hall, vicino al Lincoln Center, riescono ad accogliere il pubblico sempre più numeroso.

 

Henry FordAnche Henry Ford, il magnate americano dell’automobile, può essere considerato “friend of Stradivari”. Violinista dilettante assai appassionato acquistò, nel 1925, ben sei preziosi strumenti di liuteria classica cremonese: un Guarneri “del Gesù”, un Amati, tre Stradivari ed un Carlo Bergonzi. I biografi raccontano li suonasse per ore ed ore.
Oggi questi capolavori sono custoditi nell’Henry Ford Museum di Dearborn, Michigan, (http://www.thehenryford.org), un simbolo della cultura americana, dove la storia della Nazione è materia viva. Il Museo – attraverso oggetti significativi, da una rara riproduzione della Dichiarazione d’Indipendenza all’autobus dove Rosa Parks iniziò la sua battaglia per i diritti civili – racconta le idee e l’esperienza di uomini e donne capaci di incidere positivamente sulla società grazie sia al loro coraggio sia alla capacità di innovazione.
Questa volontà etica di condivisione di valori – non esclusivamente legati all’arte – ha permesso l’esposizione a Cremona del violino “Akroyd, Ford” di Carlo Bergonzi. La possibilità di ammirare direttamente il lavoro dell’ultimo Maestro della grande scuola cittadina è un evento pressoché unico: solo 47 strumenti sono giunti sino a noi, appartengono in buona parte a collezioni private e non sono generalmente visibili al pubblico.

 

Herbert ed Evelyn Axelrod“Quando ero un ragazzo, suonando violini che in casa chiamavamo “Amati” o “Stradivari”, ovviamente non originali poichè la definizione si limitava al nome stampigliato sull’etichetta, mai avrei pensato che un giorno avrei davvero collezionato tanti affascinanti strumenti cremonesi”. La passione per la liuteria classica porta invece Herbert ed Evelyn Axelrod a raccogliere molti capolavori liutari, accomunati da una caratteristica singolare: prima dell’acquisto sono stati tutti esaminati ed approvati da grandi solisti perchè, osserva orgoglioso il proprietario, “nella mia raccolta ho sempre scelto strumenti che suonassero benissimo”.
Herbert Axelrod studia il violino sotto la guida del padre, Aron, insegnante a Bayonne, nel New Jersey (USA), ma abbandona la carriera di musicista per seguire studi scientifici. Diplomatosi nel 1944 entra nell’esercito e prosegue la sua formazione in campo biomedico. Nel 1950 è inviato in Corea dove, per esercitare le mani ferite, inizia a scrivere un trattato sui pesci tropicali da acquario: pubblicato, vende oltre un milione di copie. Quindi consegue un dottorato (Ph. D.) in epidemiologia e dal 1952 insegna alla New York University. Negli stessi anni intraprende una importante attività editoriale, diventando in breve il maggiore editore di libri di animali da compagnia al mondo. Insieme alla moglie inizia a collezionare antichi strumenti ad arco, soprattutto cremonesi, che presta – spesso donandoli – a solisti promettenti, importanti orchestre o prestigiose istituzioni museali.
Nel 2003 Evelyn ed Herbert Axelrod consegnano al Sindaco Paolo Bodini, per la città di Cremona, un dono straordinario: il violino “Clesbee”, realizzato da Antonio Stradivari nel 1669. Il 7 giugno dello stesso anno viene conferita loro la cittadinanza onoraria.

 

IMG_0136-001La famiglia Domenichini risiede a Milano ma è originaria di Bologna. E’ costituita dall’Ing. Paolo, Maria Vittoria e dai figli Ruggero e Roberto. Negli anni ’30 uno zio di Paolo, possidente terriero e collezionista di oggetti d’arte, venne un po’ per caso a conoscenza della possibilità di acquistare una chitarra che riportava l’inconfondibile marchio di Antonio Stradivari ed era datata 1679. Un commerciante di Bologna, G.Bagnoli aveva cercato di venderla al neonato Museo Stradivariano ma non raggiunsero un accordo. La chitarra era quindi sul mercato e lo zio probabilmente capitò nel momento giusto al posto giusto. Alla morte dello zio, la mamma di Paolo, primogenita, ebbe la chitarra. Non essendo possibile in quel periodo in Italia reperire informazioni sulle chitarre di Antonio Stradivari la famiglia fece per anni ogni sforzo per incontrare esperti che potessero valorizzarla. I risultati più importanti furono l’incontro a Bologna con Andrès Segovia nel 1948 che volle firmare la chitarra all’interno della cassa e la Mostra di Milano del 1984 che rivelò la chitarra al mondo scientifico con l’analisi compiuta da Gianpaolo Gregori, poi ripresa da Stewart Pollens. La chitarra fu identificata con il nome di “Sabionari”.
Per una serie di sfortunate circostanze la famiglia Domenichini restò all’oscuro di queste analisi e per altri 26 anni, pur conservandola nel modo migliore, smise di fare ricerche.
Finalmente nel 2010 Roberto Domenichini, figlio di Paolo, decise di riprendere le ricerche scoprendo gli studi di Gregori e di Pollens. Roberto è sempre stato un grande appassionato di chitarra e negli anni della gioventù ha studiato chitarra classica. Le ricerche da lui intraprese hanno generato in lui un nuovo interesse verso la Musica Antica per chitarra che ha imparato a suonare. Il suo sogno era sempre stato quello che la chitarra Sabionari potesse tornare a suonare: sarebbe stata la prima al mondo a far sentire il suono di Stradivari. Questo progetto è stato realizzato con il restauro compiuto dagli esperti francesi Sinier de Ridder e ha rivelato un suono meraviglioso. Roberto, che è ingegnere informatico, ha anche ideato e creato il sito www.sabionari.com dove ha raccolto tutte le informazioni e gli eventi relativi alla chitarra, compresi i video da lui girati degli artisti che hanno accettato di provarla. Inoltre ha collaborato con i musicisti alla messa a punto del suono e alla organizzazione per la registrazione di un CD, il primo al mondo di una chitarra Stradivari.

 

CharlesBeareIn oltre 120 anni,  Beare Violins ha consolidato una meritata reputazione ed oggi, dopo aver acquistato, venduto, e restaurato un gran numero di strumenti ed archi di eccezionale qualità, è considerato uno dei maggiori esperti e commercianti di liuteria al mondo.
Molti degli artisti più importanti del mondo, sia del passato e del presente, hanno scelto di suonare su strumenti usciti dall’atelier Beare. Tra questi Joshua Bell, Kyung Wha Chung, Julia Fischer, Nigel Kennedy, Pinchas Zukerman, Mischa Elman, Yehudi Menuhin, Nathan Milstein, Isaac Stern, Lynn Harrel, Steven Isserlis, Ralph Kirshbaum, Yo-Yo Ma, Heinrich Schiff, Pierre Fournier, Jacqueline du Pré e Mstislav Rostropovich.
Fondata nel 1892, la ditta di John e Arthur Beare si è fusa nel 1998 con Morris e Smith, un’attività analoga con sede a Londra. Così aFrances Gillham, Peter Beare – liutaio qualificato – ed al presidente Charles Beare si sono aggiunti Simon Morris e Steven Smith. La loro comune passione per violini, viole e violoncelli, unite alla loro vasta ed autorevole competenza ha permesso di offrire ai clienti un lavoro di qualità ancora superiore.
Nel 2008, Beare di ricevuto il Premio della Regina per le Imprese nel commercio internazionale, e nel dicembre 2010, la società è stata nominata Consigliere Onorario alla Royal Society of Musicians of Gran Bretagna.
Nel novembre del 2012, Charles Beare, Frances Gillham e Peter Beare hanno abbandonato la carica di direttori della società. Charles Beare continua a lavorare come consulente su temi relativi alla autenticità degli strumenti. Peter Beare sta attualmente proseguendo con passione ed a tempo pieno l’attività di liutaio.

 

Il Glinka national museum consortium of Musical Culture di Mosca è allo stesso tempo una raccolta a tema musicale unica al mondo ed un importante Istituto di ricerca e formazione. Il Museo custodisce, studia e presenta capolavori della musica. Si possono ammirare, strumenti rari e preziosi, spartiti manoscritti ed edizioni a stampa, cimeli musicali di ogni epoca e di tutto il mondo.
Nel 1995 un decreto del Presidente della Fondazione Russa ha registrato il Museo tra le testimonianze più importanti del patrimonio culturale della Federazione Russa.

Il moderno Ashmolean Museum è nato nel 1908 dall’unione di due antiche istituzioni di Oxford: la University of Art Collection e l’ Ashmolean Museum originale. L’Ashmolean Museum è il più antico museo pubblico in Inghilterra. Ospita l’ineguagliabile collezione di arte e oggetti antichi provenienti dall’ Europa, dal Medio Oriente e dall’Asia. Più di tre secoli di storia ininterrotta rendono l’Ashmolean una delle più prestigiose istituzioni del suo genere nel mondo.Quando nel 1683 Elias Ashmole dotò l’Università di Oxford della già famosa collezione Tradescant della quale molti oggetti erano esposti già da tempo, estendendo le origini della collezione fino all’epoca Stuart. La storia del Museo è stata ricca di eventi. Il secolo successivo ha visto molti alti e bassi per l’Ashmolean, che hanno condotto alla rifondazone dell’Ashmolean Museum of Art and Archeology, grazie all’inesauribile energia di Sir Arthur Evans (conservatore dal 1884- 1908) e di potenti sostenitori.