Stradi…variamente insieme!

Anche quest’anno si è svolto il Meeting annuale dedicato ai membri del network “friends of Stradivari”. Grazie al sostegno dei nostri friends nel corso degli anni è stato possibile promuovere un progetto di “ospitalità” di importanti strumenti della scuola classica cremonese provenienti da diverse parti del mondo presso le sale del Museo del Violino. Nell’ambito dello stesso programma sono state anche organizzate diverse esposizioni in Russia, Stati Uniti, Giappone…

Quest’anno il meeting si è svolto presso l’Auditorium Giovanni Arvedi ed è stata data la possibilità di partecipare sia in presenza sia online, proprio per cercare di includere il maggior numero di friends possibili, che a causa della situazione sanitaria attuale non avrebbero altrimenti avuto modo di partecipare.

Friends da ogni dove hanno anche dato il loro contributo con qualche breve intervento nel corso del Meeting, durante il quale è stato presentato il violoncello a cinque corde Amaryllis Fleming, costruito da Girolamo Amati nel 1600, di proprietà della Fondazione Amaryllis Fleming e ora in prestito presso il Museo del Violino. Il violoncello è stato magistralmente suonato dal Maestro Mario Brunello.

In questa occasione è stato anche presentato il nuovissimo CD edito da MdV Cremona e Museo del Violino STRAVAGANZE BAROCCHE, con due strumenti di Stradivari del 1679: il violino Hellier e la chitarra Sabionari, suonati rispettivamente da Faderico Guglielmo e Diego Cantalupi.

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Un nuovo strumento al Museo: Amaryllis Fleming, Girolamo Amati 1600c

 
Da sabato 5 settembre le collezioni del Museo del Violino di Cremona si arricchiscono di un nuovo capolavoro. Sarà infatti esposto il violoncello a cinque corde Amaryllis Fleming, costruito da Girolamo Amati intorno al 1600. Appartenne, come evidenzia il nome, ad Amaryllis Fleming, famosa musicista e insegnante inglese, sorellastra dell’autore della saga con protagonista l’agente segreto James Bond.
Già negli anni Cinquanta del secolo scorso la Fleming approfondì ricerche sulle prassi esecutive della musica barocca: spesso interpretava la Sesta Suite di Bach proprio su questo violoncello. Lo si potrà ascoltare sabato 10 ottobre, alle 12, all’Auditorium Giovanni Arvedi, quando sarà suonato dalla solista olandese Jobine Siekman.
Questo strumento è tipico della produzione del liutaio cremonese al volgere del secolo ed è costruito con ottimo materiale. La vernice è straordinariamente intatta. Dopo la morte della Fleming nel 1999, il violoncello divenne proprietà della Fondazione costituita nel suo nome.
Sarà esposto al Museo fino alla prossima primavera.
 



Il violino oltre i confini: Stradivari a Rijeka, Kresnik e Cremona

 La mostra “Il violino oltre i confini: Stradivari a Rijeka – Kresnik e Cremona”, è stata inaugurata il 6 dicembre 2019 presso  Il Museo Marittimo e Storico del Litorale Croato della città di Rijeka (Fiume), capitale Europea della Cultura per il 2020, promossa dal Museo stesso e dal Museo del Violino di Cremona. Partendo dalla figura del medico liutaio Franjo Kresnik, che visse tra Fiume e Cremona, questa mostra vuole ricordare il lavoro creativo e la ricerca del cittadino cosmopolita, commemorato nel centociquantesimo anniversario della nascita,  senza dimenticare gli anni che portarono alla nascita della scuola di liuteria a Cremona e le manifestazioni Stradivariane del 1937.La mostra vuole raccontare come il violino sia stato un elemento di unione in un periodo di conflitto politico.

Oltre ad opere di Franjo Kresnik,  sono esposti alcuni strumenti cremonesi. In particolare dei maestri Carlo Schiavi e Pietro Tatar, che ebbero contatti stretti con Kresnik, e quattro strumenti  scelti fra i vincitori del concorso di liuteria moderna del ’37: due violini rispettivamente di Igino Sderci e Gaetano Sgarabotto, una viola di Ferdinando Garimberti e un violoncello di Vincenzo Cavani.   Inoltre sono stati portati documenti ed epistolari dell’epoca, nonché gli interessanti documentari dell’Istituto Luce, già in mostra al Museo del Violino. 

Ad impreziosire la mostra due strumenti dei massimi autori cremonesi cui anche Kresnik si ispirava nel suo lavoro di liutaio e di cui ha scritto nei suoi testi: il violino “Principe Doria” di Guarneri del Gesù del 1734 ed il violino “Lam ex Scotland University” di Antonio Stradivari, dello stesso anno.

In occasione dell’inaugurazione della mostra ha avuto luogo un concerto per violino e arpa con il maestro Marco Bronzi che si è esibito con il violino Stradivari “Lam” 1734.

Da Cremona, erano presenti all’inaugurazione Gianluca Galimberti, Sindaco di Cremona e Presidente della Fondazione Museo del Violino, oltre a Virginia Villa, Direttore Generale del Museo del Violino, Paolo Bodini, Presidente del network friends of Stradivari, Fausto Cacciatori, Conservatore delle Collezioni del Museo del Violino e la proprietaria dello Stradivari “Lam-ex Scotland”,  Eva Lam.

                                                   

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Un Guarneri alla Scala: Premio Internazionale LOMBARDIA È RICERCA- giornata della ricerca in memoria di Umberto Veronesi- III edizione

Un Guarneri alla Scala: Premio Internazionale LOMBARDIA È RICERCA- giornata della ricerca in memoria di Umberto Veronesi- III edizione

Anche quest’anno uno dei violini esposti al Museo del Violino all’interno del progetto friends of Stradivari ha preso parte all’importante cerimonia del Premio Internazionale LOMBARDIA È RICERCA- giornata della ricerca in memoria di Umberto Veronesi- III edizione promossa da Fondazione Umberto Veronesi e Regione Lombardia, presso il Teatro alla Scala di Milano, nella giornata dell’8 novembre, che ha visto vincitore del premio il Dottor Guido Kroemer. La Giuria ha premiato la sua scoperta sulla restrizione calorica come fattore chiave per aumentare la longevità, mantenendo l’organismo in salute

Edoardo Zosi, con il violino Giuseppe Guarneri del Gesù “Spagnoletti” del 1734 e Raphael Gualazzi al piano, si sono esibiti nella splendida cornice della Scala, proprio in occasione della cerimonia.

Violino Giuseppe Guarneri del Gesù “Spagnoletti”, 1734

Questo violino è unico in quanto rappresenta il solo caso in cui uno strumento costruito da un grande liutaio cremonese abbia preso il nome di un grande musicista cremonese: “Spagnoletti”, al secolo Paolo Diana. Durante la sua prolungata carriera londinese, Paolo Diana suonò anche con Niccolò Paganini. 

Nell’estate del 1831, il virtuoso genovese si esibisce in numerose Accademie; Spagnoletti avrà il prestigioso ruolo di leader dell’orchestra come risulta dalle locandine stampate per quei concerti. Chissà se in quelle serate Paganini restò colpito “dalla prontezza, precisione, eleganza, dal suono vigoroso, dal brillante staccato e dalla graziosa espressione nell’adagio, tratti distintivi del virtuoso cremonese” così descritti dal milanese Carlo Gervasoni nella Nuova teoria di Musica pubblicata a Parma nel 1812. Certo è che, quella sera, i due violinisti si esibirono con strumenti di Giuseppe Guarneri “del Gesù”: il genovese con il famoso “Cannone” del 1743; il cremonese, ormai inglese di adozione, con uno del 1734 oggi conosciuto con il suo nome.

Edoardo Zosi

Nato a Milano nel 1988, comincia lo studio del violino all’età di tre anni. Nel 2003 vince il Concorso Internazionale “Valsesia Musica” e da allora ha tenuto concerti in quasi tutti i paesi europei e in Asia e ha suonato per le principali manifestazioni internazionali. Nel 2015 fonda il “Quartetto Adorno”, conosciuto a livello internazionale, che nel 2017 vince il Terzo Premio (con Primo non assegnato), il Premio del Pubblico e il Premio Speciale per la migliore esecuzione del brano contemporaneo al Concorso Internazionale “Premio Paolo Borciani”. È docente di violino al Conservatorio “E.R.Duni” di Matera. Suona il violino Carlo Bergonzi 1739 ex Mischa Piastro gentilmente concesso dalla Fondazione Pro Canale di Milano.

Raphael Gualazzi

Classe 1981, è un cantautore e pianista italiano. Dopo aver studiato pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro, Raphael Gualazzi estende la sua ricerca musicale anche nel campo dei generi jazz, blues e fusion. Il suo primo album risale al 2005, nel 2009 firma un contratto discografico con Sugar di Caterina Caselli. Vince il Festival di Sanremo nel 2011 nella categoria Giovani con il brano “Follia d’amore” e, nello stesso anno, è secondo all’Eurovision Song Contest.




Messico: grande successo della mostra “Los Violines de Cremona: Stradivari, el Barroco y más allá”

 
Si è conclusa la scorsa settimana a Puebla (Messico) la mostra organizzata dal Museo del Violino sulla storia della liuteria di Cremona e intitolata “Los Violines de Cremona: Stradivari, el Barroco y más allá”. La rassegna era stata inaugurata all’inizio del giugno scorso nello splendido Museo Internacional del Barroco, un capolavoro architettonico dell’archistar giapponese Toyo Ito, aperto nel 2016 in Puebla, la capitale dell’omonimo stato della Federazione Messicana, una città fondata dagli spagnoli nel 1600, che oggi conta un milione e mezzo di abitanti e vuole accreditarsi come la capitale culturale de Messico.
Una delegazione cremonese – composta da Paolo Bodini, presidente dei “friends of Stradivari”, dal direttore generale del Museo del Violino Virginia Villa, dal curatore Fausto Cacciatori e da Gregg Alf, membro del Comitato Scientifico e collaboratore per l’allestimento – si è recata in Messico in occasione della chiusura ufficiale. “Siamo stati molto soddisfatti del risultato raggiunto con questa esposizione, della collaborazione avuta con i colleghi messicani e della qualità dell’allestimento negli spazi davvero affascinanti di questo museo, che abbina bellezza a grande funzionalità”, hanno dichiarato i responsabili del Museo del Violino al loro rientro. La mostra è stata infatti visitata da oltre 32.000 visitatori ed ha avuto grande rilievo sui media nazionali messicani.
In mostra sono stati presentati ben 15 strumenti, da Andrea Amati fino ai contemporanei, passando da Stradivari a Guarneri del Gesù, con particolare sottolineatura del periodo barocco, vista la sede, oltre che a numerosi reperti della bottega stradivariana, immagini e video del Museo del Violino e di Cremona.
La cerimonia di chiusura è stata suggellata, nell’auditorium del Museo, da un bellissimo concerto dell’ottimo violinista Juan Luis Prieto, che ha imbracciato lo Stradivari “Marquis de Rivére” del 1718 –  di proprietà privata, proveniente dagli Stati Uniti tramite il network “friends of Stradivari” – accompagnato dal pianista Santiago Piñeirúa. Al termine il pubblico, veramente entusiasta, si è stretto alla delegazione cremonese profondendosi in ringraziamenti davvero non formali.
Sulla via del rientro la delegazione ha fatto tappa all’Istituto Italiano di Cultura in Città del Messico: grazie alla collaborazione del Direttore, dottor Marco Marica, è stata organizzata una serata con una conferenza su Cremona e la sua liuteria seguita da un’audizione sia dello Stradivari “Marquis de Rivére” che del Guarneri del Gesù “Principe Doria” del 1734. Anche qui grande entusiasmo del pubblico che gremiva la sala dell’Istituto ed ha posto numerosissime domande sulla liuteria cremonese, a riprova dell’interesse che questo argomento suscita in ogni parte del mondo.
Questa mostra ha confermato, ancora una volta, la validità della attività internazionale, fortemente promossa dal Museo del Violino con lo scopo fondamentale di far conoscere Cremona e la sua unicità nella storia della liuteria. Un altro successo che si affianca a quelli degli anni precedenti a Fuessen, Mosca, Phoenix e Tokyo.



Reunion in Cremona. 21 settembre 2019-18 ottobre2020

Otto straordinari strumenti realizzati dai più grandi maestri liutai del passato e uno speciale archetto attribuito proprio al grande Antonio Stradivari sono ora esposti nella sala dedicata al network friends of Stradivari del Museo del Violino. Questi rari capolavori sono arrivati a Cremona grazie alla collaborazione del Museo con il National Music Museum di Vermillion, in South Dakota, che verrà ristrutturato quest’anno. Il Museo del Violino è stato scelto per ospitare alcuni strumenti della collezione per un anno.

Il National Music Museum vanta una collezione di  più di 15000 reperti e questo che ha fatto si che si procedesse ai lavori di ampliamento del museo, con l’aggiunta anche di un centro di ricerca.

Un lista degli strumenti in esposizione è disponibile sulla pagina dedicata sul nostro sito. Il Museo ha inoltre pubblicato un catalogo di questa esposizione unica.

 




Los violines de Cremona

Inaugurata il 3 giugno 2019 a Puebla (Mexico) al Museo Internacional del Barroco, la mostra “Los violines de Cremona: Stradivari, el barroco y más allá” organizzata dal Museo del Violino. La cerimonia di inaugurazione è cominciata con il suone del prestigioso violino Stradivari Marquis de Riviere del 1718 arrivato da Detroit tramite il network “friends of Stradivari”. La mostra, accompagnata da foto e numerosi video della città e del Museo, consta di 14 strumenti e racconta i cinque secoli della liuteria cremonese, da Andrea e Nicolò Amati, passando da Stradivari, Guarneri del Gesù, Storioni, fino alla liuteria contemporanea, con il quartetto intarsiato del Maestro Marcello Villa. Inoltre sono presenti strumenti barocchi prestati dalla Scuola di Liuteria, una copia di una chitarra barocca di Stradivari e i reperti della bottega di Antonio Stradivari. La mostra durerà fino al 20 ottobre 2019.

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due friends of Stradivari in viaggio-16 Marzo

 
Una delegazione dalla città di Füssen, membro del network friends of Stradivari, arriverà presto a Cremona.
Avrà infatti luogo la presentazione del libro, tradotto dal tedesco in italiano ed inglese,La liuteria di Füssen – Un’eredità per l’Europa (Füssen lute and violin making – A European Legacy) del Friedrich Hofmeister Musikverlag. La città di Füssen, membro del network “friends of Stradivari”, ha stretto l’anno scorso il patto di gemellaggio con la città di Cremona,  anche al fine di continuare progetti comuni, vista la vicinanza delle due città per storia e tradizioni. In questo ambito, la presentazione del volume si terrà sabato 16 marzo, alle ore 16, nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale. Prima della presentazione vi saranno i saluti di Gianluca Galimberti, Sindaco di Cremona, di Paul Jacob, Borgomastro di Füssen, e di Paolo Bodini, Presidente di friends of Stradivari. A seguire interverrà Carlo Alberto Carutti, altro membro del nostro network, che parlerà di come è nata l’idea dell’edizione italiana dell’originale in lingua tedesca.
Interverranno alla presentazione  anche gli autori del libro, Josef Focht(Musikinstrumentenmuseum der Universität Leipzig), Klaus Martius (Germanisches Museum, Nürnberg), e Thomas Riedmiller M.A., Museum der Stadt Füssen. In programma ci sarà anche un accompagnamento musicale.
 
Un altro nostro friend,il violino Antonio Stradivari Lam-ex Scotland (1734), si troverà a Sondrio sempre sabato 16 marzo.Il concerto, tra le attività organizzate all’interno della campagna permanente della Polizia di Stato contro la violenza sulle donne, si svolgerà presso il Teatro Sociale di Sondrio. Sara Zeneli suonerà lo strumento “friends”, testimonial dell’evento, ad apertura del concerto della Banda della Polizia di Stato diretta dal maestro Emilio Fasolino (Sondrio, Teatro Sociale, sabato 16 marzo 2019 – ore 20)
 
 



Un nuovo arrivo: il violino Spagnoletti 1734

Questo violino costruito da Giuseppe Guarneri del Gesù nel 1734 è l’unico strumento di liuteria classica cremonese a cui è stato dato il nome di un celebre musicista Cremonese, Paolo Diana Spagnoletti e da sabato 23 febbraio è esposto presso la sala 9 del Museo del Violino. Il proprietario è il membro del network friends of Stradivari Elliot Golub e in occasione dell’arrivo di questo speciale strumento molti friends of Stradivari hanno deciso di partecipare venerdì 22 febbraio all’anteprima organizzata dal network, a loro riservata. Il presidente dell’associazione, il Dottor Paolo Bodini ha deciso di cogliere questa occasione per estendere l’invito e coinvolgere amanti della musica e della liuteria a partecipare e sostenere le attività dei friends of Stradivari. Siamo lieti che in molti siano riusciti a partecipare a questa anteprima, che oltre all’esposizione dello strumento e una breve spiegazione della mostra da parte del Conservatore del Museo, il Maestro Fausto Cacciatori, ha avuto in programma anche un’esibizione del Maestro Edoardo Zosi con lo “Spagnoletti” stesso, accompagnato poi dal Maestro Liù Pelliciari con un altro strumento “friends of Stradivari”, il “Principe Doria”, anch’esso costruito da Giuseppe Guarneri del Gesù nel 1734.

Ringraziamo tutti coloro che hanno risposto positivamente alla nostra iniziativa e siamo certi che ci saranno presto nuove occasioni di  trovarci per condividere il nostro comune amore per la liuteria e per la musica.

 




TOKYO STRADIVARIUS FESTIVAL

Dal 9 al 15 ottobre ha avuto luogo a Tokyo la mostra TOKYO STRADIVARIUS FESTIVAL 2018, in collaborazione con il Museo del Violino, che raccoglie ben 21 strumenti di Antonio Stradivari. 

Il Museo del Violino ha portato a Tokyo alcuni importanti reperti della bottega di Antonio Stradivari e due strumenti arrivati al Museo proprio grazie alla rete friends of Stradivari: il violino decorato Andrea Amati “Carlo IX” 1566 e la chitarra Antonio Stradivari “Sabionari” 1679, che è stata suonata in concerto.

Facevano parte della delegazione: Paolo Bodini (Presidente friends of Stradivari), Virginia Villa (Direttore del Museo del Violino), Fausto Cacciatori (Conservatore delle collezioni del Museo),Roberto Domenichini e i Maestri Liutai Francesco Toto, Toshiyuki Matsushita e Gregg Alf ( membri del network friends of Stradivari). Nella mostra erano infatti esposti anche strumenti rappresentativi della liuteria moderna dei Maestri Alf, Matsushita e Toto.